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venerdì 7 gennaio 2011

il dito medio di Cattelan

In piazza Affari, davanti alla sede della Borsa di Milano, nel pieno centro finanziario della città più finanziaria d'Italia, è comparsa una gigantesca scultura rappresentante un dito medio.

Maurizio Cattelan ha colpito ancora e come consueto ormai, la sua installazione è stata seguita da lunghissime polemiche, nonostante un'incredibile approvazione del Comune, che proprio in questi giorni sta valutando se mantenerla in sede permanente.
La provocazione sembra chiara, un metaforico vaff... alla finanza, proprio di fronte al palazzo che la rappresenta meglio.

Un furbacchione o uno dei più grandi artisti post dadaisti, come sostiene Jonathan Binstock?

Ci si interroga, come scritto giustamente nel numero di dicembre de L'Europeo dedicato all'arte contemporanea, se c'è vita oltre Cattelan, come se l'arte contemporanea in Italia fosse quasi schiacciata dal suo successo.
Indubbiamente le sue opere non lasciano indifferenti e hanno il grande merito di entrare pienamente nella realtà quotidiana, drammaticamente contemporanee, colpire e far discutere, quando spesso l'arte si contorce su sè stessa sviluppando le sue riflessioni su un morto inesistente. Questo è forse il suo più grande merito.

venerdì 15 ottobre 2010

la merda e la morte

l'escremento di McCarthy

L'ultima biennale della scultura di Carrara a mio avviso è stata davvero divertente e stimolante.
Voglio parlare principalmente di due opere prima delle altre, non perché più importanti o belle (anzi), ma perché sono le più simboliche. Sul resto ci tornerò sicuramente, perché sto preparando un lavoro con gli scatti che ho riportato e la stessa testata di questo blog è un frammento di quella esperienza.

La gigantesca cacca in travertino scuro di Paul McCarthy e il monumento funebre a Bettino Craxi di Maurizio Cattelan.

sabato 25 settembre 2010

FALLO! (imperativo di "fare")

Penso che l'arte non debba guardare troppo a sè stessa, autorefenziarsi al punto da autoghettizzarsi e finire per ritagliarsi il suo nido ovattato nella società. L'arte deve ritornare a essere dirompente, a muovere e colpire per migliorare il mondo e la vita delle persone.
Non può permettersi di lasciare che l'inutilità e lo snobismo dell'intellighenzia la uccidano.

... l'arte torna a colpire.