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martedì 15 febbraio 2011

Karl Blossfeldt e la morte della natura

photo by Karl Blossfeldt

La natura morta, meglio conosciuta come Still Life, è un genere fotografico che tratta della rappresentazione di oggetti inanimati, naturali o artificiali, disposti e ricostruiti in studio o ambiente esterno.

La fotografia di natura morta non sempre riprende la Natura, ecco dunque un maestro del genere, che fa invece della natura il suo centro di attenzione e di cui conviene approfondire la conoscenza.

Chi è Karl Blossfeldt?

sabato 15 gennaio 2011

dentro la natura con Arno Rafael Minkkinen

Chi è Arno Rafael Minkkinen?
Un fotografo finlandese, nato a Helsinki nel 1945, famoso per i suoi originali autoscatti in un raffinatissimo bianco e nero.
Ma perché è così importante Minkkinen?
Molteplici sono le risposte, si parla di un'arte elegante e esteticamente perfetta, di una visione del "paesaggio umano" oppure, scrostando la superficie delle sue immagini da quella stupefacente bellezza, si scopre un'indagine sull'empatia del corpo nel paesaggio e di una ricerca che mira all'universalità.

Arno Rafael Minkkinen

lunedì 20 dicembre 2010

il romanticismo di Josef Sudek: Praga, alberi e altri oggetti

Josef Sudek è un fotografo cecoslovacco vissuto tra il 1896 e il 1975. E' considerato uno dei maestri dello scorso secolo e con un carriera di sessantacinque anni ha insegnato un modo di fare fotografia di cui vorrei parlarvi.

Cattedrale di San Vito, 1924-28, Josek Sudek
Il romantico scorcio della sua Praga che dall'alto del campanile di San Vito si veste di un senso quasi surreale e di una bellezza che rivelano un grande amore per la sua città e la sue mutevole vesti gotiche, rinascimentali e barocche.
Durante la prima guerra mondiale perse il braccio destro, ma questo non gli impedì di proseguire la sua attività, anche se gliela rese decisamente più difficoltosa e lenta.
"C'è sempre la musica", era solito affermare, anche nei momenti peggiori. Immerso nel suo mondo e tra i suoi amici artisti più stretti come il musicista Janáček.

Era solito aggirarsi con un vecchio e ingombrante apparecchio per i giardini e i ponti di Praga e attendere anche per anni, il momento giusto per scattare le sue fotografie.
Nasce così la serie all'interno della cattedrale di San Vito, i bagliori che disegnano architetture con la luce, le ampie zone scure e il silenzio di uno spazio non finito. Era ancora in costruzione la cattedrale, da ben sei secoli e si racconta che Sudek aspettasse il giorno in cui sapeva che la luce entrava nella direzione giusta e poco prima di scattare, correva in sù e giù per le navate alzando la polvere e creando quel pulviscolo per intrappolare la luce.. Si scorge una spiritualità della visione, come una bellezza colta con l'estasi dell'osservare.