lunedì 19 settembre 2011

Jim Kazanjian e i castelli manipolati

Le composizioni digitali di Jim Kazanjian sono un condensato di letteratura fantasy e surrealismo.
Sono il collage di un mondo fantastico e decadente, fatto di relitti, catapecchie di legno marcio, castelli su cascate impossibili, borghi costruiti su instabili palafitte.
Tutto un immaginario avvincente dipinto con un artigianato digitale di non comune perizia.

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lunedì 12 settembre 2011

Le presenze di Floriane de Lassée

Ho scoperto con piacere il lavoro della fotografa francese Floriane de Lassée.
La sua ultima fatica si intitola "Présences", guardiamola nel dettaglio e non stupiamoci di scoprire che ha un talento artistico anche nella narrazione del paesaggio architettonico notturno.

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mercoledì 7 settembre 2011

Philippe Halsman, la sconfitta della gravità

Un artista geniale, un personaggio originale e un po' strano.
Chi è Philippe Halsman?

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giovedì 4 agosto 2011

i cani in movimento di Carli Davidson

Vi propongo oggi il lavoro della fotografa Carli Davidson, che ritrae con scatti rapidi dei buffi cani che scuotono il muso per togliersi l'acqua di dosso.
Un portfolio meno serioso rispetto a quello cui vi ho abituati nel blog, ma leggero come il periodo estivo.

Immagini molto divertenti realizzate in studio con un coinvolgente bianco e nero, composte dai volti contratti di cani in posizioni goffe.


photo by Carli Davidson

lunedì 25 luglio 2011

la polvere di Man Ray

A New York, Duchamp lavora ad una delle sue produzioni più importanti ed enigmatiche. Nel 1920, prima che il lavoro sia terminato, Man Ray scatta una fotografia dell’oggetto che ne diviene, a sua volta, una provocazione artistica.

"Proposi a Duchamp di andare a prendere l’apparecchio fotografico, che non avevo mai portato fuori dallo studio, per fotografare il suo vetro, come gli avevo offerto fin dalla prima visita.
Avevo già notato che il pannello di Duchamp era illuminato da un’unica, nuda lampadina, ma sapevo per esperienza che la cosa non aveva importanza quando si trattava di fotografare un oggetto immobile. Fissando stabilmente la macchina sul suo cavalletto, con un tempo di esposizione sufficientemente lungo, il risultato sarebbe stato soddisfacente.
Mentre fissavo l’obiettivo, il pannello, visto dall’alto, sembrava uno strano paesaggio. Era polveroso e qua e là i residui sfilacciati di stoffa e bambagia usate per pulire le parti ultimate gli davano un sapore di più profondo mistero. Il mistero, pensai, ecco il vero regno di Duchamp.
L’esposizione doveva essere molto lunga; aprii dunque l’otturatore e uscimmo a mangiare qualcosa. Dopo un’ora circa tornai a chiuderlo e mi precipitai nel mio scantinato per sviluppare subito la lastra. Era un lavoro che facevo sempre di notte, non avendo una camera oscura. Il negativo era perfetto. Potevo confidare nella riuscita di qualsiasi futura commissione.”

Intitolò la fotografia Elévage de Poussière (Allevamento di polvere).

Elévage de Poussière (Allevamento di polvere) - Man Ray

lunedì 18 luglio 2011

l'erotismo intoccabile di Herb Ritts

Sensualità ed erotismo mai volgari, ritratti e nudi studiati con eleganza e che mirano all'essenzialità attraverso un uso sapiente e ricercato del bianco e nero, mai banale, mai accessorio.
Questo è Herb Ritts...

Madonna - photo by Herb Ritts

Chi è Herb Ritts?
Un fotografo e regista americano (1952-2002) divenuto celebre per le sue rigorose e perfette composizioni in bianco e nero. Ha ritratto personaggi famosi regalandoci fotografie divenute ormai dei classici, è uno dei massimi maestri di una fotografia che difficilmente si può ridurre nella definizione di "glamour" e che illumina ed eccelle per sensualità e fascino.

sabato 9 luglio 2011

il bacio nella sommossa

il bacio nella sommossa - photo by Richard Lam

La versione moderna del bacio parigino di Robert Doisneau.
Le Baiser de l’Hôtel de Ville, un bacio romantico e sfuggente tra due innamorati sulla strada, circondati da passanti distratti in una Parigi impressionista. La delicatezza del momento e l'eleganza della costruzione hanno reso questa immagine un'icona.
Da una parte un'immagine classica, condita da tutti gli ingredienti del sogno. Dall'altra parte, un'immagine crudamente moderna, un racconto del nostro tempo, in cui gli scontri si scatenano sempre più frequenti, con pretesti giusti o superflui, simboli di una rabbia sommersa, incapace di esprimersi se non con la violenza e con le grida di una generazione che non sa controllarla, indirizzarla, perché privata del lavoro, depauperata di miti, disillusa.